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	<title>WEBrief &#187; Professione &amp; lavoro</title>
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	<description>Sintonizziamo conversazioni</description>
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		<title>Licenziamenti 2.0</title>
		<link>http://www.webrief.it/2008/12/licenziamenti-20/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 13:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione & lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[licenziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Che Yahoo! fosse in crisi, già si sapeva. Il taglio del personale era già in aria fin da ottobre, eppure l'annuncio ufficiale ha sollevato più obiezioni del previsto. La ragione non è racchiusa tanto nel numero di persone che hanno perso lavoro con effetto immediato (oltre 1500), quanto nelle informazioni trapelate sul web poche ore prima della comunicazione.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Che Yahoo! fosse in crisi, già si sapeva. Il taglio del personale era già in aria fin da ottobre, eppure l&#8217;annuncio ufficiale ha sollevato più obiezioni del previsto. La ragione non è racchiusa tanto nel numero di persone che hanno perso lavoro con effetto immediato (oltre 1500), quanto nelle<strong> informazioni trapelate</strong> sul web poche ore prima della comunicazione.</p>
<p>Pubblicate da <a href="http://valleywag.com/5106184/yahoos-secret-layoff-doublespeak-revealed">Valleywag</a>, una presentazione ad uso interno dei manager di Yahoo! spiega esattamente le regole d&#8217;oro per i licenziamenti, le cose da dire e da non dire, le spiegazioni da dare e da evitare a tutti i costi. Insomma, il cosiddetto <em>doublespeak</em> cioè i discorsi finti tipici di queste situazioni, raccomandazioni tramandate a voce lungo la linea di potere, <strong>dai top manager</strong> per emanazione fino alle figure junior. Basta che queste regole diventino un <em>corpus digitale</em> e già sono misteriosamente in rete. Il web, come ogni mezzo di comunicazione di massa, svela dunque i retroscena sociali, il <strong>non-detto</strong>, anche se questo si concretizza solo in semplici bit. </p>
<p>Dopo l&#8217;annuncio dei tagli al personale, la notizia non si è fermata ai comunicati stampa, ma è stata letta anche dal punto di vista dei dipendenti che ne hanno scritto (sui blog personali e anche su <strong>Twitter</strong>) ancor prima dei quotidiani.</p>
<p>Per saperne di più, un post di <a href="http://massimorusso.blog.kataweb.it/cablogrammi/2008/12/10/i-licenziamenti-di-yahoo-in-diretta-su-twitter/">Massimo Russo</a> e un articolo di Nicola Bruno su <a href="http://www.visionpost.it/nexteconomy/yahoo-e-i-licenziamenti-20.htm">VisionPost</a>.</p>
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		<title>Le Pmi statunitensi vanno online</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 09:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione & lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[social_network]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo un recente studio effettuato dal Access Markets International sono più di 600 mila le piccole aziende (e quindi con meno di cento impiegati), che entro un anno utilizzeranno servizi di social network. Si tratta di un importante salto in avanti se si considera il fatto che, attualmente, le aziende che usufruiscono di questi servizi sono indicativamente 300 mila, circa il 5% delle piccole aziende presenti negli Stati Uniti.
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="Default"><span style="&quot;Times New Roman&quot;;">Secondo un recente studio effettuato dal <a href="http://www.ami-partners.com/ami/sections/Press/11-03-08_Social_Networking_USSB_w-slide.pdf">Access Markets International</a> sono più di <strong>600 mila </strong>le piccole aziende (e quindi con meno di cento impiegati), che <strong>entro un anno</strong> utilizzeranno servizi di social network. Si tratta di un importante salto in avanti se si considera il fatto che, attualmente, le aziende che usufruiscono di questi servizi sono indicativamente 300 mila, circa il 5% delle piccole aziende presenti negli Stati Uniti. Le aspettative sono quindi un boom del <strong>cento per cento</strong> in soli dodici mesi. </span></p>
<p class="Default"><span style="&quot;Times New Roman&quot;;">Nikki Lamba analista e socio della AMI ci spiega come il social network sia sempre in continua e rapida evoluzione. Da un breve periodo i social network offrono le prime proposte per gli utenti business, servizi personalizzati per realizzare gli obiettivi aziendali. Le funzioni create per le aziende hanno un livello di sicurezza più alto, maggiori controlli per la privacy, maggiori agevolazioni per il rapporto con gli utenti e la condivisione delle conoscenze basate sulle proprie esperienze. Sono nati nuovi siti come <a href="http://www.linkedin.com/">LinkedIn</a>, <a href="http://www.moli.com/">Moli Small Business Center</a> e <a href="http://www.ryze.com/">Ryze.com</a> che consentono all&#8217;azienda di iscriversi e creare la propria rete di contatti online.</span></p>
<p class="Default"><span style="&quot;Times New Roman&quot;;">I social network offrono un’efficace risposta al rallentamento della crescita economica, poco costosa e redditizia, favorendo la <strong>comunicazione con partner e clienti</strong> e aggiungendo nuovi rapporti e di conseguenza contratti, proprio per questo molte aziende si stannno già spostando su Internet in vista di questi nuovi obiettivi e offerte e per la possibilità di </span><span style="&quot;Times New Roman&quot;;">creare un <strong>marchio forte</strong>, permettono allo stesso tempo alla comunità di muoversi attorno ad essa.</span></p>
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		<title>Attento a come parli</title>
		<link>http://www.webrief.it/2008/11/attento-a-come-parli/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 16:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione & lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[risorse_umane]]></category>
		<category><![CDATA[social_network]]></category>

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		<description><![CDATA[Non si tratta della prima (né probabilmente ultima) volta che un&#8217;azienda licenzia un dipendente perché ha detto qualche parola di troppo a proposito del capo. 
Sono passati quasi tre anni dalla notizia del licenziamento dell&#8217;inglese Joe Gordon, a causa delle offese rivolte alla Woolamaloo Gazette, l&#8217;azienda per cui Gordon lavorava all&#8217;epoca. Oggi i blogger sono diventati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si tratta della prima (né probabilmente ultima) volta che un&#8217;azienda licenzia un dipendente perché ha detto qualche parola di troppo a proposito del capo. </p>
<p>Sono passati quasi tre anni dalla notizia del <a title="Corriere.it" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/01_Gennaio/13/blog.shtml" target="_blank">licenziamento dell&#8217;inglese Joe Gordon</a>, a causa delle offese rivolte alla Woolamaloo Gazette, l&#8217;azienda per cui Gordon lavorava all&#8217;epoca. Oggi i blogger sono diventati più scaltri, e chi si sfoga contro i propri dirigenti lo fa in forma anonima, lasciando dietro di sé poche tracce. </p>
<p>Ma la stessa attenzione non viene dedicata ai social network, ancora percepiti come uno spazio informale e libero dalle regole sociali, proprio perché la rete di utenti è privata e limitata ai propri amici e contatti. Non stupisce quindi che una dozzina di dipendenti di <strong>Virgin Atlantic</strong> si sia sentita protetta mentre sul social network <a href="http://www.facebook.com">Facebook</a> ha iniziato una discussione sulle condizioni di volo della compagnia aerea: scarafaggi in cabina, quattro cambi di motore in un anno su un singolo velivolo e passeggeri scortesi, anzi .</p>
<p>L&#8217;azienda ci ha messo poco a scoprire la discussione e a licenziare con effetto immediato i <strong>tredici dipendenti</strong> che hanno partecipato allo sfogo collettivo. «C&#8217;è tempo e modo di usare Facebook, ma non c&#8217;è giustificazione nel trattare così i clienti» ha dichiarato il portavoce di Virgin Atlantic, come hanno riportato anche la <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/7703129.stm">Bbc</a> e l&#8217;<a href="http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/virgin-atlantic-sacks-13-staff-for-calling-its-flyers-chavs-982192.html">Independent</a>.</p>
<p>La notizia, ripresa in Italia da <a href="http://punto-informatico.it/2459913/PI/News/facebook-pensare-prima-postare.aspx">Punto Informatico</a>, è un utile lezione per i dipendenti dalla mano leggera, ma anche per le aziende. Gianluca Diegoli su <a href="http://www.minimarketing.it/2008/11/virgin-licenzia-i-dipendenti-che.html">[mini]marketing</a> sottolinea come la visibilità del gesto dell&#8217;azienda sia stata decisamente più ampia rispetto a una &#8220;non reazione&#8221;. Proprio per la natura privata dei Facebook, poche sarebbero state le persone che avrebbero letto la discussione mentre il rumore generatosi dal licenziamento ha avuto ripercussioni a livello internazionale. </p>
<p>Per le aziende resta il fatto che Facebook è ancora un&#8217;isola deserta, intrigante ma sconosciuta, come dimostrano le ultime iniziative di marketing che coinvolgono lo sbarco dei prodotti su Facebook. Massimo Cavazzini su <a href="http://www.maxkava.com/2008/11/amici-di-facebook-dopo-micra-e-lora-di.html">Telcoeye</a> racconta due approcci diversi: creare un finto profilo utente (come hanno fatto <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1376634632">Normaderm di Vichy</a>) oppure una pagina per i fan (come <a href="http://www.facebook.com/pages/LANCIA-EXPERIENCE-Official-Page/34580761882">Lancia</a>). </p>
<p>Il suggerimento per i dipendenti resta invece uno soltanto, come bene dichiara Enrica Garzilli su <a href="http://orientalia4all.net/post/tutto-quello-che-dici-potra-essere-usato-contro-di-te">Orientalia4all</a>: «Quindi, penso che l&#8217;unica soluzione per avere un po&#8217; di privacy e usare Internet a livello sociale sia stare attenti a quello che si dice e si scrive, perché tutto rimane. In teoria, per sempre. E tutto può essere usato contro di te».</p>
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		<title>Con la crisi crescono i network professionali</title>
		<link>http://www.webrief.it/2008/10/con-la-crisi-crescono-i-network-professionali/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 13:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione & lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[knowledge worker]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Si affaccia un periodo positivo per <a href="http://linkedin.com">LinkedIn</a>, celebre social network professionale. Dopo un trimestre da record – con una crescita di oltre il 120 per cento, superando così i <strong>30 milioni di membri</strong> in tutto il mondo –, LinkedIn diventa un punto di riferimento centrale, in vista delle conseguenze della <strong>crisi economica</strong> che si abbatteranno sui knowledge worker nei prossimi mesi. Ad evidenziare il ruolo chiave del social network è il <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/2915dd32-a393-11dd-942c-000077b07658.html?nclick_check=1">Financial Times</a>: i lavoratori iniziano ad arricchire la propria rete professionale, in vista di possibili <strong>tagli di personale</strong> e riallocazione delle risorse umane, tenendosi così una porta aperta sul web.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si affaccia un periodo positivo per <a href="http://linkedin.com">LinkedIn</a>, celebre social network professionale che mette in contatto – attraverso un sistema basato sulla fiducia – chi cerca e chi offre lavoro. </p>
<p>Dopo un trimestre da record – con una crescita di oltre il 120 per cento, superando così i <strong>30 milioni di membri</strong> in tutto il mondo –, LinkedIn diventa un punto di riferimento centrale, in vista delle conseguenze della <strong>crisi economica</strong> che si abbatteranno sui knowledge worker nei prossimi mesi. Ad evidenziare il ruolo chiave del social network è il <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/2915dd32-a393-11dd-942c-000077b07658.html?nclick_check=1">Financial Times</a>: i lavoratori iniziano ad arricchire la propria rete professionale, in vista di possibili <strong>tagli di personale</strong> e riallocazione delle risorse umane, tenendosi così una porta aperta sul web.</p>
<p>Nel frattempo, LinkedIn continua a raccogliere non solo consensi, ma soprattutto <strong>finanziamenti</strong> da aziende del calibro di Goldman Sachs, McGraw-Hill e Sap.</p>
<p>LinkedIn è comunque in buona compagnia. Accanto al network (il più diffuso anche in Italia) crescono anche <a href="http://www.xing.com/">Xing</a> (che ha registrato una crescita nei profitti di oltre 80 per cento) e <a href="http://www.monster.it/">Monster</a>, il servizio che ospita migliaia di inserzioni di lavoro e che ha visto crescere gli utenti del 42 per cento nell&#8217;ultimo trimestre.</p>
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		<title>Socialcast e Yammer</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 21:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Dotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende online]]></category>
		<category><![CDATA[Professione & lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti & servizi]]></category>
		<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[social_network]]></category>
		<category><![CDATA[Web & marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Socialcast e Yammer sono due nuovi servizi che si propongono di aumentarne la produttività all&#8217;interno delle aziende, facilitando lo scambio di informazioni.
Socialcast è stato definito da Cnet il &#8220;Friendfeed per il business&#8220;: rilasciato nel 2007, la nuova versione disporrà di un’interfaccia più semplice e immediata, nonché di una serie di accorgimenti ideati proprio per ottimizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.socialcast.com/">Socialcast</a> e <a href="http://www.yammer.com">Yammer</a> sono due nuovi servizi che si propongono di aumentarne la produttività all&#8217;interno delle aziende, facilitando lo scambio di informazioni.</p>
<p>Socialcast è stato <a href="http://news.cnet.com/8301-17939_109-10030036-2.html">definito da Cnet</a> il &#8220;<strong>Friendfeed per il business</strong>&#8220;: rilasciato nel 2007, la nuova versione disporrà di un’interfaccia più semplice e immediata, nonché di una serie di accorgimenti ideati proprio per ottimizzare l’uso da parte di gruppi di lavoro.</p>
<p>Yammer, definito un <strong>Twitter per l’impresa</strong>, può vantare nel curriculum il <a href="http://www.techcrunch.com/2008/09/10/yammer-takes-techcrunch50s-top-prize/">primo premio</a> nella recente competizione tra start-up di TechCrunch50.</p>
<p>Entrambi i prodotti, gratuiti di nelle versioni base, saranno a pagamento per le imprese che vorranno avere il controllo sui propri utenti.</p>
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		<title>Lavorare nei social media</title>
		<link>http://www.webrief.it/2008/07/lavorare-nei-social-media/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione & lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[social_network]]></category>

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		<description><![CDATA[Un consiglio per tutti i lavoratori della conoscenza: appoggiarsi a gruppi professionali creati su LinkedIn. […]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Svetlana Gladkova ha indivuato cinque gruppi professionali rivolti a chi opera nel web e nei media sociali. Si tratta di gruppi creati su <a href="http://www.linkedin.com/">LinkedIn</a>, il social network orientato al business e ai lavoratori; basta avere un account LinkedIn per potersi iscrivere ai gruppi specializzati e discutere con altri professionisti del settore.<br />
Via <a href="http://www.profy.com/2008/07/11/linkedin-groups-social-media/">Profy</a></p>
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